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venerdì 9 agosto 2013

In bocca al lupo!

Un grosso in bocca al lupo a Maurone & Rambo, che Domenica saranno impegnati nell'ennesima Skyrace dell'anno: la Mozzafiato!!
Un nome un programma...
Forza ragazzi!! E in attesa di sapere se le due aquile riusciranno a migliorare la loro prestazione dello scorso anno (8° Maurone e 9° Rambo), ecco un bellissimo filmato...
...mozzafiato!!


domenica 21 luglio 2013

INTERNATIONAL BETTELMATT SKYRACE: la zampata di Rambo!!!!

GRANDISSIMO Maurizio "Rambo" Mora che stamattina piazza la zampata vincente alla Bettelmatt!!! Complimenti di cuore!!!!!!!!!!!



Di seguito il commento a caldo di Rambo: "Giornata magica... sono in aria come un gabbiano"


Cliccate sull'immagine per visualizzare la classifica completa.

lunedì 13 maggio 2013

Skyrunning del Segredont

Domenica 12 Maggio, ennesima grande prova del duo Maurone & Rambo, che alla Skyrunning del Segredont, colgono rispettivamente il 17° e il 16° posto.
Per tutte le classifiche potete cliccare >>>QUI<<< , mentre in attesa della pubblicazione delle foto ufficiali della manifestazione, sono in grado di anticiparvi questa bella immagine che ritrae i due amiconi subito dopo aver tagliato il traguardo...

domenica 7 aprile 2013

07 Aprile: la Domenica delle aquile

In questa ennesima Domenica di pioggia (almeno in mattinata), le aquile si sono un pò sparpagliate in giro per la penisola.
Trasferta Toscana alla Firenze Half Marathon per il soxj, Raffo, Peter e Luna.
Soxj e Raffo non concludono la loro fatica (in bocca al lupo a Raffo di pronta ripresa dalla piccola crisi avuta), Peter si conferma invece un diesel: non si ferma mai, non sarà un fulmine ma arriva sempre in fondo senza mollare mai! Esordio invece per il Luna sulla distanza dei 21,097km, che dopo questo "rodaggio" è pronto a far sul serio già dalla prossima mezza!!
Sotto i risultati di Peter e luna, mentre sul sito TDS è disponibile la classifica completa.
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Grande Maurone, che nella Skyrace del Canto in provincia di Bergamo, coglie un ottimo 7° posto!! Complimenti all'aquila reale.
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Anche Rambo non si tira indietro, e nel "Becch Trail" con percorso modificato a causa della troppa neve in quota, centra un ottimo 8° posto: grandissimo!
Questa la >>>classifica<<< del percorso lungo, questo invece il >>>sito ufficiale<<< della manifestazione. 
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Il Fiurash invece si è smazzato 21km tra fango e acqua ne "la mezza dei boschi": partito stanco e arrivato stanco (periodo di calo fisico...), ma contento per aver messo altro fieno in cascina.
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Infine gli affezionati del Piede d'Oro, che oggi si sono cimentati alla 34a "Marcia del latte":
6° Beppe
87° Lumi
88° saggio
242a Lory

martedì 20 novembre 2012

90: LA PAURA


"Pico Trail" il giorno dopo...

Qualche problema a scendere dal letto, a svestirmi e rivestirmi..a scendere le scale…a sedermi in macchina ed allacciare la cintura… ecco le vere difficoltà il giorno dopo il Pico; ma la gioia e la felicità di aver fatto quell’esperienza ieri sono di gran lunga superiore a dolori ed acciacchi. 
Quelli passano, la gioia invece rimane.

Facciamo qualche passo indietro a qualche settimana fa, quando avrei dovuto correre le terre di mezzo, ma una fastidiosa infiammazione all’inguine ha deciso per me, impedendomi di affrontare uno dei miei limiti: quello di correre delle distanze superiori ai 10 km.
Le terre di mezzo erano un possibile primo passo che è mancato. Ero parecchio scoraggiata, ma quel primo passo non lo vedevo così vicino tenendo conto dei miei limiti, delle mie paure e di tutti i miei fastidi fisici che ormai ho deciso di chiamare per nome per cercare di farmeli amici.
Così altri giorni di stop per poi ricominciare di nuovo da dove si aveva lasciato, naturalmente con tutte le dovute precauzioni.
Non ci pensavo al "Pico Trail"...18 km… non ne ho neppure 12 piani.. figuriamoci 18 impegnativi.
Ma io “sono tutta strana” e preferisco percorsi impegnativi che piani. Quel che mi blocca non è la pendenza, quanto la lunghezza del percorso…perché non ci sono di testa, perché vado in crisi e tutti lo sanno.
Martedì però sono uscita, ed ho deciso di fare un lungo, senza guardare l’orologio e tantomento il chilometraccio. Durante la corsa, ho riflettuto su questi miei "ostacoli", sugli obiettivi, sul fatto che sono la prima a dare consigli e suggerimenti, ma poi nel mio piccolo alcuni non li metto in pratica.
Sul fatto che dopo il primo infortunio ho avuto paura..e ad ogni minimo dolorino mi fermo per paura di rimanere ancora ferma per un tempo infinito.  E alla fine tutto diventa un limite, un ostacolo.
Dopo quell’uscita avevo maggior consapevolezza di me stessa, mi sono detta: “chi se ne frega”, “chi ti corre dietro…se non provi non lo saprai mai”.
Quindi l’idea era quella di andare domenica al Pico, ma senza nessuna aspettativa, che ogni volta che me ne pongo qualcuna alla fine o non corro o succede sempre qualcosa.
Faccio quella che non ci pensa…e domenica si vedrà mi dico.
All’arrivo il Lumi ci consegna i pettorali… ed è così che il mio porta il numero 90: la paura.



Sdrammatizzo sul numero, ma, mi si addice proprio: sto per partire per fare 18 km senza sapere ne come saranno ne se ce la farò e la verità è che non mi pongo il problema. Voglio solo provare a farli.
Si torna alla macchina, il tempo è sereno, non mi vesto troppo pesante nonostante i 5°. Maglia delle aquile: “se non la si mette in queste occasioni importanti…” e mi attacco il mio 90 prima sulla maglia, e poco prima della partenza lo sposto sui ¾.
Evito il riscaldamento…tanto c’è tempo x riscaldarsi. Alle ore 9.00 si parte.
Decido di rimanere in fondo al gruppo, faccio una scelta sensata rispetto alla mia non preparazione. Sto con la Lory che le dico di rallentare che per me il passo è troppo ed è ancora lunga e soprattutto non mi do fretta. Appena i piedi e le mani si scaldano mi fermo ad allacciarmi meglio le scarpe…io e la lory stiamo insieme per un paio di km credo, poi il percorso inizia a stringersi e diventa difficile aspettarsi…
Proseguo da sola, ma è anche quello che voglio, ho bisogno di farla da sola questa esperienza, con me stessa.
Si inizia a salire, incomincio ad andare al “mio” ritmo senza faticare troppo e lascio dietro di me qualche persona. Ogni organizzatore che incontro sul percorso gli dico “Buongiorno” con il sorriso.
Ad un certo punto mi ritrovo su degli “scogli” bianchi, mi viene da ridere, mi ricordano il mare: un pensiero a quand’ero piccola che giocavo tra uno scoglio e l’altro cercando di non cadere e di appoggiare il piede nella conca giusta.
Proseguo…sono insieme ad altri due corridori, sto un po’ con loro, ci si arrampica tra le varie rocce, radici, alberi e vegetazione varia. Sorrido perché sono contenta, mi trovo a mio agio e mi sento bene.
Ogni tanto mi chiedono se voglio passar davanti, ma sto bene lì dietro..e si continua a salire.
Inizia un po’ di discesa, e mi accorgo che “non ho freni”, e che riesco a tenere nonostante non abbia mai affrontato discese di quel tipo.
Sono sempre dietro ai miei due compagni di avventura, ma uno decide di mettersi da parte per farmi passare. L’altro mi chiede se voglio passarlo, all’inizio gli dico di no…poi capisco che o lo travolgo e cadiamo o è meglio che lo passo e quindi gli dico: forse è meglio che provo ad osare altrimenti ti travolgo”. E quel “Osare” mi ricorda il nostro gruppo e sorrido.
E si risale… mi chiedo quanto manca al ristoro, che ho proprio bisogno di idratarmi, non manca molto mi dicono. Eccoci lassù in cima, nel punto più alto di tutta la gara e finalmente il ristoro.
Già quello sembra un traguardo, la gente lì sopra mi dice brava, si complimenta con me. Io mi riposo un attimo, mi guardo attorno, bevo del the, dei sali minerali e dell’acqua. Prendo un paio di biscotti e dello zucchero che però non mangerò. Mi allaccio di nuovo le scarpe e sono pronta per i prossimi 11 km. Mi raggiungono i miei due compagni, che però nelle successive discese devono lasciarmi spazio.
Cado quelle 4-5 volte, di cui 1-2 rischio davvero grosso e in un’altra cado su di un sasso che mi ha provocato un ematoma di 4x4 cm, ma sdrammatizzo dicendo che prima o poi doveva succedere.
Arriviamo al 10-11 km e mi accorgo che non è ancora finita…e si ricomincia a salire…altro ristoro, e il mio inguine inizia a dare qualche problema, anche le fiacche sotto ai piedi in verità, ma ho ancora il “Buongiorno” per ogni persona che incontro e anche la battuta pronta: ad una bambina del posto con la bici le dico che lei sarà abituata, ad un altro organizzatore gli dico che ci vogliono proprio morti.
E' più o meno al 12 km che inizio a guardare l’orologio…e si sale ancora… inizio ad essere stanca. 
In alcuni momenti invece di andare avanti mi pare che il mio corpo cada all’indietro…ogni tanto mi fermo e "medito" se sedermi a riposare su qualche masso..perdo anche un po’ di lucidità trovandomi in mezzo a dei rovi. Mi avvisano che la donna dietro di me mi sta per raggiungere, ma non mi importa molto in quanto sono riuscita a mettere da parte il mio essere competitiva per questa esperienza.
Infatti poco dopo mi raggiunge e mi supera, per poi essere lei nuovamente superata nel tratto in discesa. Naturalmente cado un’altra volta, il pettorale si strappa e lo infilo tra l’elastico dei pantaloni.
Non è ancora finita. Leggo 16 km e un organizzatore che mi dice che ne manca solo uno…stavolta invece di dire “Buongiorno” rispondo: Evvai, sono contenta”…
In verità saranno due km, sono cotta, ma è finita mi dico, e sono stracontenta…vedo il campo…e subito dopo il gonfiabile… mostro il mio pettorale… e  Rambo a braccia aperte ad attendermi!
Arrivata!!!  Non sento neppure la fatica, tutt’altro, le 2 ore e 44 minuti sono volate, mi sono divertita, mi sono trovata a mio agio in tutto il percorso.
Penso al mio pettorale n° 90, la paura: “Paura di che?! Oggi proprio no!!!”
Una soddisfazione immensa. Soddisfazione non tanto dovuta al mio 5° posto, o alle 2 ore e 44 o ai 18 km percorsi o alla mia primissima "skyrace"(se così si può definire), ma ad aver tenuto testa a me stessa, alla mia mente malefica, al mio fisico che se avessi dovevo ascoltarlo sarei dovuta rimanere a casa, al mio essere competitiva, al mio dirmi “non ce la fai”… perché davvero il nostro avversario non è quello che sta davanti o dietro di noi, ma siamo proprio noi stessi, e quando lo si affronta e lo si supera…allora sì che si è felici.

Volevo nuovamente sottolineare una "Super Bianca" e una "Grandissima Lory"!!!! 

Concludo con una nota positiva per l’organizzazione e gli organizzatori della "Pico Trail". Il percorso era ben segnalato, che anche per una come me che si perde facilmente, trovandosi in diversi momenti completamente da sola, è riuscita a seguire tutte le indicazioni. Oltre il percorso, altra nota di merito è il buono pasto:  insieme all’iscrizione ogni atleta aveva un buono pasto che comprendeva un sostanzioso bis di primi e polenta con spezzatino come secondo.

L'Artista

martedì 14 agosto 2012

Mozzafiato Skyrace: si può fare!


by Maurizio "Rambo" Mora

Ci sono gare che ti vien voglia di correrle fin da quando ne vedi il volantino,magari anche mesi prima.La Mozzafiato Sky Race di Cannobio è una di queste.Il video di presentazione l’ho riguardato un sacco di volte ed ogni volta la voglia di esserci aumentava.
Domenica il gran giorno è arrivato ed insieme al Maurone mi reco a Cannobio.Ritiriamo i pettorali e facciamo un tranquillo riscaldamento.Tanti i varesotti presenti: Marco Zarantonello e Gilda,Dal Ferro,Pegorin,Mimmo ed altri.
Il cielo è coperto da nubi innocue e tutti speriamo che restino lì ad attenuare il calore del sole.
Alle 8 puntuali partiamo.Il primo km pianeggiante ed asfaltato sgrana il gruppo dei 170 temerari in corsa sui 22 km e 2273 metri di dislivello + del percorso.In testa si avvantaggia subito il drappello dei “marziani”che si giocheranno la vittoria.Non li guardo neppure e penso ad impostare il mio passo regolare,che spero di saper tenere fino al traguardo.Mauro è vicino a me,dunque sto facendo la cosa giusta.Ben presto iniziano la salita ed il sentiero che conduce al monte Giove,la prima vetta da raggiungere a quota 1298 m.Maurone si mette in testa a dettare il ritmo e ben prima della cima siamo rimasti solo noi due.Breve discesa,rapida sosta al ristoro e riprendiamo a salire verso il Faierone.Le pendenze si fanno importanti,in diversi tratti impressionanti e la vegetazione cambia con il salire di quota.Davanti a noi compare un concorrente a cui ci stiamo inesorabilmente avvicinando ed il morale sale.Intanto entriamo nelle nubi.La visibilità cala,ma la temperatura è l’ideale per salire.Mauro supera il podista di prima,mentre io mi accodo prima della vetta del Faierone a quota 1707.Ma non appena inizia la discesa questo si trasforma in camoscio e ci stacca di brutto.Va bè.Torniamo a salire ed il sentiero si fa molto tecnico tanto che in diversi punti vi sono corde che aiutano la salita,anzi ormai la scalata.Numerosissimi i volontari che ci indicano la via migliore e dall’accento capisco che siamo in Svizzera.Improvvisamente,tra una roccetta e l’altra vedo in un anfratto un gregge di pecore.Sono tutte immobili e tutte mi fissano con uno sguardo tipo mucca che guarda passare il treno.Dopo un attimo di perplessità riparto.Riprendiamo e stacchiamo entrambi il tipo di prima.Finalmente ecco la vetta del Limidario a quota 2189.Il più è fatto,ma al traguardo mancano ancora più di 7 km di discesa e per ora si tratta di discesa assai tecnica.In breve alle mie spalle sento i passi del camoscio che mi ripassa con facilità impressionante.Tento di tenerne il passo copiandone le traiettorie,ma rischio solo di cadere,cosa che su questo terreno non deve essere affatto piacevole.Lo vedo raggiungere il Maurone,poi entrambi spariscono nella nebbia.Scendo tra ripidi prati per poi percorrere una mulattiera molto “corribile”.Le gambe sono al limite,ma tengo il ritmo migliore che posso per evitare sorprese.Finalmente ecco l’alpeggio dei monti di Olzeno,dove è posto l’arrivo.Percorro il tortuoso labirinto tra le baite e taglio il traguardo in nona posizione dopo 2 ore e 50 minuti circa di fatica.Appena arrivato si diffondono le note di Hotel California degli Eagles : segni del destino.Al ristoro trovo subito il Maurone,giunto 8° ed il camoscio,che risponde al nome di Volpone Ivan di Bognanco.Ha vinto Damiano Lenzi (gs Esercito) davanti al valdostano Denis Brunod.Dopo doccia,pranzo e premiazioni torniamo verso casa,ma il ritorno sarà molto più avventuroso di quanto si possa immaginare.Infatti i monti di Olzeno sono collegati al mondo da una stradina impervia,strettissima ed a strapiombo,tipo Ande peruviane,che percorreremo nel baule di un fuoristrada.Degna conclusione di una giornata avventurosa !
In conclusione è stata un’esperienza bellissima,da ripetere.Ottimo livello organizzativo,percorso splendido e perfettamente segnalato e presidiato.Le nubi in quota ci avranno negato la vista mozzafiato,ma ci ha pensato il Limidario a mozzarci il fiato.
Ciao a tutti.
Maurizio.

lunedì 13 agosto 2012

Mozzafiato Skyrace - Cannobio


Alla Mozzafiato Skyrace di ieri, ennesima grande prova di Maurone e Rambo, giunti rispettivamente al traguardo in 8a e 9a posizione: complimenti!
In attesa di leggere il loro racconto (dai ragazzi buttate giù 2 righe!!), ecco intanto la classifica maschile completa.